WELCOME TO N.EX.T. !



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N.EX.T.  is a mobility and training plan for teachers of the IC Riccardo Massa of Milan financed with funds from the Erasmus + Programme. The courses foreseen by the project will take place in the cities of Dublin, Barcelona and Wien and it involve 9 teachers from the Institute.

Goodbye stranger

by Giuliano Bonatesta

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LETTERA APERTA ALLE MAESTRE E AI MAESTRI DELL’ISTITUTO RICCARDO MASSA DI MILANO


Milano, 27 giugno 2019

Cari colleghi e care colleghe,

oggi a me è stato affidato il compito di spiegarvi cosa sia la mindfulness, a cosa serve, perché potrebbe essere utile a scuola.

Mindfulness è una parola inglese che potremmo tradurre con avere la capacità portare la nostra attenzione al momento presente, all’esperienza che si sta vivendo in questo preciso istante, con curiosità e in modo non giudicante.

Per spiegarvi la mindfulness potrei parlarvi di John Kabat-Zinn, il dottore in biologia molecolare che negli anni 80, dopo aver seguito un percorso personale di meditazione,  strutturò un percorso chiamato MINDFULNESS-BASED STRESS REDUCTION (MBSR) –Riduzione dello Stress attraverso l’Attenta Consapevolezza – , in cui rielaborò alcuni principi buddisti della meditazione e dello yoga attraverso un approccio più scientifico  fondando presso l’Università del Massachusetts un  centro  per la Mindfulness in Medicina, 

Potrei altresì parlarvi di Thích Nhất Hạnh, monaco buddhista di origine vietnamita, poeta e costruttore di pace che nel 1982 fondò il PLUM VILLAGE, una comunità di monaci e laici in Francia, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in “consapevolezza”.

Ma oggi, vista la data e la stanchezza generale, preferisco rendervi partecipi di quello che mi ha emozionato,

a Vienna, facendomi provare ancora una volta il desiderio di iniziare una strada nuova. Permettetemi di parlarvi di mindfuless parlandovi delle sfere di vetro con la neve.

Le conoscete, sono quelle belle sfere di vetro trasparente nelle quali volteggia la neve.

Immaginatevi immersi in quella palla: la neve che si agita intorno a voi rappresenta il vortice dei pensieri, delle preoccupazioni, dei pregiudizi.

 Ad un certo punto iniziate a respirare in modo consapevole oppure a contemplare una piccola cosa o ad ascoltare un suono come se fosse la prima volta che lo udite:

la neve inizia a depositarsi ai vostri piedi e con la neve si deposita anche il  vortice rumoroso dei pensieri, le circolari si depositano, gli avvisi si depositano e con loro i giudizi, le schede, le comunicazioni dei genitori, le verifiche dei progetti, il FIS il PON, IL POF, I PDP e I PEI , tutto pian piano si deposita,  restate voi, con la calma, la pace e la possibilità di essere nuovi ogni giorno, attenti al mondo, alle persone che amate, ai vostri alunni; ogni giorno nuovi.

Ecco, questa è la sensazione che si prova dopo la prima seduta di mindfulness.

L’avrete fatta anche voi l’esperienza di un’ora di lezione venuta benissimo, alla fine della quale vi siete chiesti: perché?

Perché questa volta è venuta così bene?

Certo, potrà essere stata una metodologia efficace, un momento della giornata propizio, un argomento interessante, ma non vi è mai venuto il sospetto che qualche volta dipendesse dal fatto che quel giorno stavate bene voi?

La promessa della mindfulness è il benessere.

Ci hanno dato degli strumenti per guadagnare tempo, l’automobile, la lavatrice, il computer, la lavastoviglie, il telefonino, ma dov’è finito tutto il tempo che abbiamo risparmiato? Continuiamo a correre par essere più adatti ma stiamo perdendo la capacità di goderci il momento, il prezioso momento.

La mindfulness è fermarsi e guardarsi, e guardare quello che ci circonda; è consapevolezza e attenzione al presente: fare le cose e godersele, perché ogni volta diventa una prima volta.

Gli adulti, per praticare mindfulness, si siedono da soli o in gruppo, respirano, chiudono gli occhi, contemplano, si raccontano e ascoltano: fanno cose semplici che li aiutano a liberarsi dal rumore di fondo dei pensieri già pensati tante altre volte, per connettersi totalmente all’istante presente.

I bambini possono praticare mindfulness con le più svariate attività, pochi minuti al giorno: possono sedersi in cerchio come gli adulti ma anche muoversi, respirare come spider man o come una farfalla, guardare, annusare, assaggiare, disegnare, immaginare affinché la loro esperienza di alunni diventi sempre più consapevole e attenta.

Praticare mindfulness a scuola non è aggiungere un altro progetto che ci darà l’impressione di sottrarre tempo alle cose importanti che volevamo fare con i nostri alunni, ma è imparare a farle con consapevolezza e autenticità.

E ora le domande:

Cosa potrebbe fare la mindfulness per ognuno di noi?

Potrebbe aiutarci a guardare ogni giorno con occhi nuovi e benevoli il nostro innamorato, la nostra famiglia, tutte le persone del nostro quotidiano, tutto ciò che abbiamo intorno.

Cosa potrebbe fare la mindfulness per gli insegnanti?

Potrebbe aiutarli a entrare ogni giorno in classe con occhi nuovi e pronti a cogliere le novità, le piccole, quelle che rendono ogni giorno diverso dall’altro, pronti ad ascoltare le bizzarrie di alunni, genitori e colleghi con orecchie nuove per provare a percepire, in modo empatico e meno giudicante, ciò che stanno comunicando.

Cosa potrebbe fare per ogni alunno la mindfulness?

Potrebbe aiutarlo a mantenere la calma, a riconoscere le emozioni e percepirle nel corpo, a potenziare una maggior consapevolezza di sé, a migliorare la resilienza, il benessere, la motivazione e la fiducia.

Potrebbe funzionare?

Io Marinella e Giuliano ci abbiamo provato a Vienna e ne siamo piuttosto convinti.

Quindi questo è il nostro auspicio: iniziamo a praticare la mindfulness per noi stessi, proviamo a vedere se migliora l’atteggiamento che abbiamo ogni giorno a scuola e, se funziona, pratichiamola ogni giorno anche un minuto, con i nostri alunni.

Diana Calì

WORKSHOP ERASMUS+


L’Istituto Riccardo Massa si caratterizza da anni per il desiderio e la capacità di costruire reti di rapporti con altre scuole, enti e associazioni presenti sul territorio per creare trame di condivisione e partecipazione attiva. Per incrementare l’apertura internazionale dell’Istituto un gruppo di docenti, coordinati da Giuliano Bonatesta, Fedora Marrocchella e Manuela Milanesi, ha aderito, pianificato e realizzato un progetto di mobilità all’estero, finanziato dal Programma Europeo Erasmus+.

Il 31.5.19 i docenti che hanno partecipato alle mobilità hanno organizzato  un seminario laboratoriale, rivolto ad un gruppo di studenti del Liceo delle Scienze Umane dell’Istituto Cardano. In accordo con i professori del liceo i ragazzi hanno partecipato all’incontro svolgendo delle ore di preparazione e di verifica per il loro piano di alternanza scuola-lavoro, affinché cogliessero più profondamente il valore pedagogico del dibattito e approfondissero alcune tematiche inerenti diverse strategie didattiche nella scuola primaria e secondaria di primo grado.

Nove docenti dell’I.C. Massa hanno partecipato con entusiasmo ai corsi intensivi proposti da Erasmus+:

  • a Dublino hanno affrontato l’argomento dei Social Media,
  • a Barcellona hanno approfondito il tema legato a Integrating Creativity and Innovation into Teaching
  • a Vienna si sono soffermati sul tema della Mindfulness.

Così all’interno del progetto d’Istituto denominato N.EX.T, hanno promosso delle azioni di disseminazione per condividere quanto appreso e sperimentato. Il proposito di rivolgersi agli alunni di un liceo è nata dall’esigenza di voler esprimere una nuova idea di fare scuola, di voler condividere con le ragazze e i ragazzi che hanno iniziato un percorso di studi che ha tra le proprie finalità l’insegnamento, le molteplici risorse che possono essere utilizzate in ambito educativo-didattico.

La prima parte dell’incontro è stata più informativa: i docenti hanno esposto le origini del progetto Erasmus: European Region Action Scheme for the Mobility of University  Students, sottolineando come il programma preveda di far svolgere a studenti ed insegnanti un’esperienza formativa e lavorativa all’estero, orientata al miglioramento dei propri studi e del proprio lavoro, migliorando le competenze soprattutto relative alla capacità di determinare cambiamenti in termini di modernizzazione e di apertura al mondo.  In questa fase sono emerse, più concretamente, i contenuti e le finalità di ogni mobilità. Ragazzi e insegnanti hanno mostrato curiosità ed interesse verso questo tipo di esperienza, ipotizzando anche di poter proporre e attuare nel loro Istituto.

La seconda parte è stata decisamente più interattiva e coinvolgente, gli studenti hanno partecipato a due laboratori, alternandosi in 2 gruppi, durante questa fase è stato possibile proporre attività sperimentate dagli stessi docenti nei corsi all’estero e verificarne l’applicabilità sugli studenti, attenti e desiderosi di apprendere conoscenze diverse rispetto ai programmi scolastici. Così è stato creato un ambiente dove fosse possibile “assaporare” pratiche di meditazione Mindfulness e proporre attività che facessero emergere una parte di sé: la sfida era ardita, non conoscevamo i ragazzi e le ragazze presenti all’incontro; inoltre eravamo consapevoli come esprimere emozioni, sentimenti, vissuti non fosse semplice, anche in relazione al tempo a disposizione, ma quel pomeriggio si è creata una forte sinergia, i lavori proposti hanno catturato la loro attenzione e ciascuno si è messo in gioco, mostrando parti di sé, i ragazzi sono stati capaci di riflessioni acute e profonde, hanno compreso pienamente il messaggio e si sono lasciati coinvolgere.

Il laboratorio sulla creatività e i social media è stato molto apprezzato. Più attivo e sfidante ha permesso agli studenti di cimentarsi in rappresentazioni grafiche partendo da un oggetto reale, inducendoli ad utilizzare la parte più creativa della loro mente; inoltre l’interazione collettiva con i quiz di Kahoot è stata motivante e ben accolta; la partecipazione attiva, in termini di coinvolgimento personale e di gruppo e le riflessioni accorte hanno avuto per noi docenti un criterio di giudizio decisamente positivo.

L’aperitivo finale a tema con stuzzichini originari delle città visitate, inteso come momento conviviale che ci avvicina all’altro tra chiacchiere informali e risate rilassate, ha sugellato un pomeriggio interessante e piacevole.

Il dialogo con i referenti del liceo è continuato dopo il seminario, proprio perché agli studenti era richiesta una verifica dell’attività formativa svolta. I pareri positivi emersi hanno confermato la sensazione, avvertita da noi formatori durante l’incontro, di aver instaurato un clima sereno e stimolante. Di seguito si potranno osservare dei grafici che rilevano il grado di soddisfazione, in termini di interesse, di partecipazione, di acquisizione di nuove conoscenze. Significativi e degni di nota anche i commenti, che su base facoltativa i ragazzi hanno scritto, lasciando traccia di un’esperienza vissuta e condivisa in un intreccio di relazioni tra diversi ordini di scuola e intergenerazionale: ERASMUS+ ha favorito una pluralità di incontri, in Europa, ma anche sul nostro territorio.

by Marinella Sciacca

INTRODURRE MINDFULNESS NELLA SCUOLA


Pubblichiamo molto volentieri un articolo di Paola Bortini, formatrice del corso “Mindfulness in educational context”, svoltosi a Vienna dal 22 al 26 aprile 2019.


Si sente sempre più parlare di Mindfulness nei giornali, in articoli che parlano di benessere, in ambito scientifico e perfino nella politica. Viene citata come un toccasana per combattere lo stress, una soluzione a relazioni conflittuali, un sistema per avere più successo, essere più concentrati e perfino come una via per vivere più a lungo e più in salute.

Ma cosa vuol dire Mindfulness e cosa comporta nella nostra società e soprattutto nell’ambito educativo?

Mindfulness è una parola inglese che ha preso il significato di avere la capacità di reindirizzare con consapevolezza la nostra attenzione al momento presente, all’esperienza che si sta vivendo in questo preciso istante, con curiosità e in modo non giudicante.

La capacità di prestare attenzione è una capacità innata, che diventando adulti si perde gradualmente. Diventare multitasking è esattamente l’opposto. Multitasking vuol dire dividere la nostra attenzione in frazioni e indirizzarla su più attività. In realtà non si presta attenzione contemporaneamente, ma si divide l’attenzione tra le attività e così il processo di portare a termine più attività contemporaneamente comporta spesso un allungamento dei tempi ed errori. Mindfulness vuol dire ridirigere la nostra attenzione a una cosa alla volta, totalmente.

Mindfulness viene ampiamente utilizzata in contesti clinici in tutto il mondo e negli ultimi 10 anni sempre più in ambito educativo, proprio per la sua peculiarità di prestare attenzione a quanto si sta facendo, nonostante le distrazioni che ci sono attorno a noi.

La società in cui viviamo crea molta pressione sugli adulti, sui ragazzi e bambini. L’ansia da prestazione inizia già in tenera età. Gli insegnanti sono la categoria professionale ad alto rischio di burn out e stress e tutto questo impatta non solo il benessere personale dell’individuo ma anche i colleghi, gli alunni, il sistema scuola.

Detto questo, cosa vuol dire in concreto, introdurre Mindfulness nella scuola?

Il dipartimento dell’Università di Vienna responsabile per la formazione degli insegnanti, ha introdotto da alcuni anni in via sperimentale una formazione Mindfulness come parte della formazione degli insegnanti, sotto il coordinamento del prof. Karlhainz Valtl. A seguito di questa esperienza positiva è stato sviluppato un protocollo per l’inserimento di Mindfulness nelle scuole, per dare la possibilità a chi è già inserito nella scuola di beneficiare di questa opportunità.

La proposta si basa su tre fasi molto chiare e distinte: praticare Mindfulness, insegnare con la presenza ed attenzione che deriva dalla pratica di Mindfulness e, solo alla fine, insegnare Mindfulness ai ragazzi e bambini.

Questi tre passaggi sono necessari e invitano gli insegnanti a cambiare il focus della loro formazione professionale, partendo da una formazione che potrebbe essere catalogata come “sviluppo personale” e che in realtà mette le fondamenta per poter operare con maggiore professionalità in ambito scolastico.

Ma cosa vuol dire praticare Mindfulness? Cosa fa sì che Mindfulness diventi uno stile di vita?

Le immagini associate ai programmi di Mindfulness rappresentano la quiete interiore, necessaria per poter operare scelte con consapevolezza, senza essere reattivi e rispondendo a quanto ci succede con il distacco necessario. Questo approccio ci permette di cambiare la prospettiva e di relativizzare la situazione. Agendo con una base informativa più ampia e navigando le onde delle emozioni, evitiamo che esse ci travolgano e ci spingano ad azioni puramente dettate dall’impeto emotivo.

Per arrivare a questa quiete interiore è necessaria una formazione continua, partendo da un corso guidato e accompagnato da pratiche quotidiane che aiutano a sedimentare l’apprendimento avvenuto durante il corso. E’ un po’ come nello sport, se non ci si allena, non si possono avere prestazioni degne di merito. E solo allenandosi costantemente si ottengono i risultati voluti. Anche l’attenzione è un muscolo che va allenato. L’allenamento base in Mindfulness è seguire il respiro, cosi come avviene, senza influenzarlo. Spesso ci siamo sentiti dire “fai un bel respiro e ti passa!”. In questa frase è contenuto uno dei principi di Mindfulness, di prestare attenzione al respiro. Questo basta per prendere la distanza necessaria da quanto ci sta succedendo per avere una visione diversa e meno reattiva. Dal punto di vista fisico, il respiro profondo crea una piccola pressione sugli organi interni aiutando a rilassarci tramite la produzione di serotonina.

Quindi, anche la semplice pratica di 1 minuto di ridirigere la nostra attenzione al respiro, permette di ridurre il livello di cortisolo e pertanto di disattivare la creazione di stress.

La formazione base, pertanto, è centrata sull’imparare a seguire con piena attenzione il respiro e con il respiro a percepire quanto sta succedendo dentro di noi, senza giudicarlo, esplorandolo anzi con curiosità.

Il progetto Mindfulness nelle scuole prevede un corso base per insegnanti seguendo il protocollo Mindful Self-Compassion suddiviso in 6 lezioni e poi un processo guidato di approfondimento e pratica in gruppo, per arrivare poi all’ideazione di semplici pratiche di Mindfulness da inserire nella pedagogia.

Gli insegnanti che hanno partecipato a questo progetto riportano che hanno cambiato il loro modo di insegnare, creando relazioni più vere con i colleghi e gli alunni e allo stesso tempo ottenendo risultati migliori. I ragazzi hanno riportato che il cambio di pedagogia introdotto dagli insegnanti era basato su piccoli ma determinanti cambiamenti, che li facevano sentire apprezzati come persone e stimolati a dare il meglio di se’.

Paola Bortini, Vienna, giugno 2019

Risultati immagini per paola bortini

Da oltre 25 anni giro per il mondo offrendo consulenza e formazione a diversi attori governativi, privati e della società civile, avendo come obiettivo l’empowerment e lo sviluppo del potenziale di giovani ed educatori. Ricca di questa esperienza internazionale, negli ultimi 10 anni ho convogliato le mie risorse ed energie nell’offrire vie accessibili per integrare corpo, mente ed emozioni avendo come riferimento il benessere dell’individuo e della società. Ho dedicato gli ultimi 5 anni allo studio e pratica dell’aromaterapia applicata alla Teoria U e ai processi di cambiamento basati su Mindfulness.

OUR FIRST XMAS POSTCARD


Become a member of this eTwinning project! Have fun through craft activities !


A small group of primary school teachers who work at “Riccardo Massa” primary school in Milan has decided to run an eTwinning project called “Our first Christmas Postcard”. The project is administered by Nina Stallone, Raffaele Mercuri and Fedora Marrocchella and has been joined by other teachers. The three administrators, who are also involved with Erasmus + project “N.EX.T.”, are particularly interested in the creative approach to teaching and they will attend an Erasmus + training course called “Integrating Creativity and Innovation into Teaching” in Barcelona from the 4th to the 9th of March 2019.

The main aim of this eTwinning project is to let pupils learn how to make Christmas cards and exchange them by mail. Through handmade cards, pupils will also wish good things to other students from different partner schools, both using their own language and english. So far the project has been joined by 25 partner schools from 13 different european countries. All the phases of the craft activity will be shown through photos and videos uploaded on the Twinspace area.

All involved pupils are approximately between the ages of 6 and 11. Students will work on a communication perspective; they will have the chance to better understand the great value of cooperation; they will improve their english and enrich the related vocabulary.

The Twinspace area will also be used as a gallery for partner schools to show where they are located and their main features. By the way “Riccardo Massa” will have the chance to show something about the Gallaratese area and its community.

When all cards will reach their destination, partner schools will make a poster of them.

At the end of it, children will know how to exchange Christmas wishes, briefly introduce themselves and their schools, make a short description of the area where they come from and live.

By Fedora Marrocchella & Raffaele Mercuri

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Un piccolo gruppo di insegnanti di scuola primaria che lavora presso la scuola elementare “Riccardo Massa” di Milano ha deciso di dare vita ad un progetto eTwinning chiamato “La nostra prima cartolina di Natale”. Il progetto è gestito da Nina Stallone, Raffaele Mercuri e Fedora Marrocchella dopo di loro altri insegnanti si sono aggiunti. I tre amministratori, che sono anche coinvolti nel progetto Erasmus + “N.EX.T.”, sono particolarmente interessati all’approccio creativo all’insegnamento e parteciperanno a un corso di formazione Erasmus + chiamato “Integrare la creatività e l’innovazione nell’insegnamento” a Barcellona dal 4 al 9 marzo 2019.

Lo scopo principale di questo progetto eTwinning è quello di permettere agli studenti di imparare come creare biglietti natalizi e scambiarli per posta. Attraverso le cartoline realizzate a mano, gli alunni augurano buone cose anche ad altri studenti di diverse scuole partner, sia usando la propria lingua che l’inglese. Finora al progetto si sono iscritte 25 scuole partner di 13 diversi paesi europei. Tutte le fasi dell’attività laboratoriale verranno mostrate attraverso foto e video caricati nell’area Twinspace.

Tutti gli alunni coinvolti hanno approssimativamente dai 6 ai 11 anni. Gli studenti lavoreranno in una prospettiva di comunicazione; avranno la possibilità di comprendere meglio il grande valore della cooperazione; miglioreranno il loro inglese e arricchiranno il relativo vocabolario.

L’area Twinspace sarà anche utilizzata come galleria per le scuole partner per mostrare dove si trovano e le loro caratteristiche principali. Tra l’altro, “Riccardo Massa” avrà la possibilità di mostrare qualcosa sul quartiere Gallaratese e sulla sua comunità.

Quando tutte le cartoline raggiungeranno la loro destinazione, le scuole partner ne faranno un poster.

Alla fine, i bambini sapranno come scambiarsi gli auguri di Natale in inglese, presentare brevemente se stessi e le loro scuole, fare una breve descrizione dell’area da cui provengono e vivono.

Fedora Marrocchella e Raffaele Mercuri

Rockin’ around the xmas tree

The Ronettes